Mediazione Familiare On Line

Partirà, a partire da mercoledì 7 aprile, il corso di approfondimento sulla mediazione familiare tenuto on line dai professionisti del centro culturale “Eppur si Muove”. Quattro moduli, di due ore e mezzo ad appuntamento, a cadenza quindicinale. Le iscrizioni sono aperte e si potranno effettuare fino al 30 marzo. Abbiamo chiesto alla dottoressa Simona Pasqualucci, psicologa e mediatrice familiare, quali siano le mansioni specifiche di questa figura sempre più nevralgica nella gestione dei conflitti. “La mediazione familiare”, ha spiegato al nostro Giornale la dottoressa, “è un istituto importante per risolvere, in famiglia, le controversie che si creano fra coniugi e partn

er. Il conflitto, la separazione e il divorzio sono eventi importanti e il mediatore è il terzo neutrale che aiuta le parti in causa prima, durante e dopo l’evento separativo”. Il compito di questa figura è quello di fare da supporto e tramite, con grande professionalità, nel passaggio ad un nuovo assetto: “il mediatore aiuta a gestire il conflitto e contenere i disagi della lite, favorendo la riorganizzazione dei legami familiari post separazione. Se vogliamo possiamo definirlo un tecnico che accompagna le persone in un momento faticoso e di crisi della vita”. Il ruolo di un mediatore ha una duplice valenza, sia in ambito scientifico che in ambito civile: nel primo caso è fondamentale l’approccio con i problemi soprattutto per lenire i disagi dei figli, con le relative manifestazioni di disagio che possono emergere in età adolescenziale. In ambito civile, invece, è consigliata spesso dai giudici che si occupano di separazione perché permette l’elaborazione dell’evento separativo a livello emotivo. Regolato dalla legge n°4/2013, il mediatore è soggetto ad una norma unica che specifica tutti i requisiti formali di preparazione, supervisione, accuratezza di approccio alla professione.  “Non è una figura sostitutiva di un’altra professione”, ha aggiunto la dottoressa Pasqualucci del centro Eppur si Muove di Velletri, “non può fare diagnosi o dare giudizi o ricorrere in giudizio in senso civile, a meno che non sia anche avvocato. È una figura invece necessaria nei momenti di separazione o divorzio che la famiglia vive e sicuramente contestualizzandola al momento pandemico quello che posso dire e che sto notando a mediatore familiare è un acuirsi della conflittualità forte, importante, che sicuramente può essere mitigato e gestito meglio attraverso figure preparate come lo è appunto il mediatore”. Il corso di approfondimento di mediazione familiare sarà tenuto in quattro moduli a cura della dottoressa Simona Pasqualucci, della dottoressa Monica Locatelli, della dottoressa Barbara Benincasa e della dottoressa Claudia Cianfoni. Tutte le informazioni sono pubblicate sul sito del centro Eppur si Muove. Il 24 marzo alle ore 18.00 in diretta facebook sulla pagina di “Eppur si Muove” la presentazione del corso.

“Se tu avessi visto i miei cieli”

Quando la poesia incontra la musica e assicura un’alchimia capace di sublimare l’arrivo di una Primavera tra le più attese di sempre. Sotto l’occhio vigile di una nata il 21 marzo, novant’anni dopo, si è svolto il concerto in streaming “Se tu avessi visto i miei cieli”, in omaggio alla sempre eterna Alda Merini. Un racconto in musica a conclusione degna della rassegna “Sono nata il 21 a Primavera”, organizzata dall’Associazione “Eppur si Muove” e dal Comune di Albano Laziale. Fra i reperti storici, le colonne, i sarcofagi e i resti del Museo “Antonacci” di Albano Daniela Di Renzo (voce e direzione artistica del progetto), Eleonora Giosuè (violino e coordinamento artistico del concerto), Emiliano Begni, (pianoforte, voce e arrangiamenti), Roberto Boarini (violoncello e arrangiamenti), Francesco Consaga (sax soprano, flauto traverso e mix audio), Ermanno Dodaro (contrabbasso e arrangiamenti) hanno vestito i panni dei messaggeri mettendo in comunicazione la poetica di Alda Merini e la sinuosità di una musica mai banale. Un viaggio poetico musicale, quello proposto, che ha tratto ispirazione dal libro di Alda Merini “L’altra verità. Diario di una diversa”. È il racconto di un’esperienza dentro l’istituzione totale, dove la follia è oggetto di controllo sociale, di quella stessa società che genera il malessere per poi determinarne la cura. Alda Merini, internata perché inquieta, perché libera, subisce la repressione istituzionale fino a farne un oggetto di riscatto. Attraverso la parola, la poesia, riesce a trasformare il caos interiore in una forma compiuta visibile e comprensibile a tutti. Siamo portati a semplificare la complessità di quello che abbiamo dentro, Alda Merini fa un viaggio al contrario: attraverso la poesia restituisce ricchezza alla profondità dell’animo umano, legittimandolo. Testi e musiche originali, arricchiti dalle riprese (a cura di Luca Piermarteri) che hanno avuto il merito di portarci dentro il museo e soprattutto dentro lo strumento: le dita che battono sul pianoforte, lo sguardo amorevole e concentrato verso lo strumento, l’attenta considerazione dello spartito, la voce che emerge dal cuore senza bisogno di intermediazioni. Per tracciare un bilancio della rassegna bastino dei secchi numeri, tutt’altro che idonei per recuperare gli insegnamenti, le suggestioni, gli entusiasmi. Oltre tredicimila visualizzazioni nei quattro eventi con Daniele Mencarelli, Rocco Della Corte, Antonella Petrone, Margherita Caravello e i musicisti di “Se avessi visto i miei cieli”, quasi duecento condivisioni di post dalla sola pagina di “Eppur si Muove”, decine e decine di commenti, una folta rassegna stampa anche extra-regionale. Alda Merini, insomma, nasce i 21 a Primavera ogni anno. Ma, soprattutto, non muore mai.

Ringraziamenti: Ufficio Cultura della città di Albano Laziale, Angelo Chiodo, Centro Psicologia Applicata di Albano Laziale, Concessionaria Class Auto di Velletri, Vanessa Sterpone (coordinamento progetto).

“Se tu avessi visto i miei cieli”

“Sono nata il 21 a Primavera” volge al termine. La rassegna dedicata alla poetessa dei Navigli Alda Merini, dopo gli incontri con Daniele Mencarelli, Rocco Della Corte, Antonella Petrone e Margherita Caravello offre un racconto in musica dall’evocativo titolo, “Se tu avessi visto i miei cieli”. A raccontare saranno Daniela Di Renzo, Eleonora Giosuè, Emiliano Begni, Roberto Boarini, Francesco Consaga, Ermanno Dodaro. Lo faranno con due mezzi: i loro strumenti musicali e vocali e la loro irrefrenabile passione per la cultura. In quest’intervista sestupla abbiamo chiesto qualcosa di strano e interessante, legato ad Alda Merini, ad ognuno di loro.

Eleonora Giosuè, al violino, chi avresti voluto essere per Alda Merini?

È estremamente divertente pensarlo perché mi costringe a lavorare per fantasia. Avrei voluto essere la sua collana preferita, una di quelle da cui non si separava mai e che l’accompagnavano sempre in quelle foto simbolo della sua vezzosità, della sua femminilità e della sua sensualità. Oppure la sua inseparabile sigaretta, forte simbolo della sua personalità, che emetteva il fumo in cui si perdeva mentre componeva le sue splendide poesie.

Roberto Boarini, al violoncello, con Daniele Mencarelli abbiamo messo in connessione poesia e follia. Potremmo fare lo stesso parlando del rapporto tra musica e follia?

Se pensiamo all’etimologia della parola “follia” scopriamo che deriva dal latino “follis”, che significa pallone, inteso come qualcosa di pieno d’aria. È riferibile alla testa di chi ha perso il lume della ragione. Dico quindi che la follia è condizione indispensabile alla creatività, in stretta correlazione con essa. Ogni forma d’arte, e soprattutto la musica che è la più astratta, richiede in qualche modo di abbandonare la ragione in favore di inconscio e irrazionale. Il legame tra musica e follia quindi è imprescindibile.

Ermanno Dodaro, al contrabbasso, come descriveresti Alda Merini utilizzando una metafora musicale?

Mi verrebbe da pensare ad un accordo apparentemente consonante e in realtà pieno di tensioni. Le note si sciolgono, si allentano, si stringono, senza arrivare a una vera e propria risoluzione. La poesia è metafora della vita, la descrive: dare un senso risolutivo a ciò che viviamo è impossibile, le tensioni restano e l’accordo resta fortemente dissonante.

Francesco Consaga, sax soprano e flauto traverso, tu suoni strumenti a fiato. Il fiato come respiro. La poesia come forma concreta del respiro. Ti capita mai di immaginare che al posto dell’aria, dai tuoi strumenti fuoriescano parole, poesia?

Non è che escano dallo strumento parole, più che altro vorrei che uscissero immagini non precise, legate al sentimento che genera una possibile immagine. La poesia è continuamente dentro e fuori questo processo, ispiratrice e atto finito.

Emiliano Begni, al pianoforte, chi è Alda Merini oggi?

Un personaggio iconico della nostra cultura al quale potremmo anche non avvicinarci mai. Se lo facciamo capiamo quanto sia eterno il parlare del labile confine fra il normale e ciò che potrebbe non esserlo. Questo confine è una trappola o incubo che non si esaurisce al risveglio e parla alle nostre paure più recondite. Ho conosciuto Alda, virtualmente, passeggiando sui Navigli e ammirando il suo balcone. Ho sentito il fascino di quell’ambiente, di quel punto di osservazione sì alto ma non distaccato dalla vita che scorre sotto. Artisticamente questo aspetto mi tocca moltissimo, significa essere critico ma non giudicatore, perché tutto può ribaltarsi. L’ironia di Alda e la sua grande passione per la vita, sia la parte bella che l’inferno, sono un insegnamento che fa prendere le cose con leggerezza dando uno stimolo di osservazione meno serio e più profondo.

Daniela Di Renzo, voce del racconto, cosa vuol dire nascere il 21 a Primavera nel 2021?

Significa nascere in un contesto dove arte e cultura sono considerate alla stregua dell’ora di ricreazione a scuola, ma vuol dire anche essere parte di in un’epoca in cui è possibile connettersi e comunicare trasversalmente col mondo intero. La prima creerà una ferita profonda per le nuove generazioni, la seconda potrebbe contribuire a velocizzare la rinascita che passa necessariamente attraverso il processo creativo. Per entrambe le cose, comunque, le nuove generazioni saranno chiamate a stabilire un’etica delle scelte che si stanno compiendo oggi, una grande responsabilità sulle spalle. Noi ci affidiamo alla poesia che, se vogliamo, è un presupposto essenziale per costruire un etica del ben-essere.

L’appuntamento per scoprire cosa sarebbe accaduto se avessimo scoperto determinati cieli è per domenica 21 marzo, a Primavera, alle ore 17 in diretta dal Museo Civico-Archeologico di Albano. Il racconto in musica sarà trasmesso sulla pagina facebook di “Eppur si muove” e da quella del “Comune di Albano Laziale”.

Rocco Della Corte e Alda Merini

Secondo appuntamento con la rassegna “Sono nata il 21 a Primavera”, organizzata dall’Associazione “Eppur si Muove” di Velletri e dal Comune di Albano Laziale. La tappa di venerdì 12 marzo, in diretta dal Museo Civico-Archeologico “Antonacci” di Albano, è stata un viaggio nel mondo di Alda Merini a partire dalla filologia e dal giornalismo insieme a Rocco Della Corte. L’amore per la parola e l’etica dell’investigazione hanno fatto da perno all’intervento del relatore, che ha operato una accurata selezione di “passi letterari biografici” della poetessa dalla quale emerge la radice dei temi che ne hanno contraddistinto la poetica. Citazioni fulminanti e spontanee (“Ho il colon ustionato di versi”, emblema delle somatizzazioni psichiche sull’organismo), risposte mai banali anche a fronte delle domande più complesse da sciogliere. Il tormento di Alda Merini risponde alla domanda che si è fatto Roberto Vecchioni, la cui canzone ha dato il titolo all’intervento (“Noi qui dentro si vive in un lungo letargo”): quanto è costato vivere? Cosa si paga per vivere? Una consapevolezza, quella del prezzo dell’esistenza libera, che Alda Merini ha riversato nelle sue liriche pregne di umanità e sentimento ma anche di dolore e speranza, di rassegnazione e pacata bellicosità. Gli amori, le amicizie, le sensazioni provate durante gli internamenti: tutto rimanda alla parola, quella parola che è al centro della filologia e che va esplorata, analizzata, capita con la condizione dell’empatia prima di tutto. Anche il video in diretta di Rocco Della Corte ha avuto centinaia di visualizzazioni, bissando il successo della rassegna già iniziato con lo splendido intervento di Daniele Mencarelli. La terza tappa è fissata per mercoledì 17 marzo, alle ore 18, insieme all’attrice Antonella Petrone (protagonista dello spettacolo-omaggio ad Alda Merini “Dio arriverà all’alba”) e alla scrittrice Margherita Caravello, autrice del libro “Indagine su Alda Merini”). Domenica 21, invece, gran finale con un concerto tutto da vivere e da scoprire. 

“Capire il Giappone attraverso i manga”

Avrà inizio il prossimo 12 aprile il workshop “Capire il Giappone attraverso i manga” con una serie di incontri tenuti dal dottor Lorenzo Pistolesi, specialista in Studi Orientali.  Sei appuntamenti on line, su piattaforma Go To Meeting, organizzati con il centro culturale “Eppur si Muove” di Velletri con l’obiettivo di entrare nella cultura giapponese tramite il veicolo sempre valido della letteratura, con una particolare attenzione ai manga. Il corso si propone di fornire una panoramica socio-culturale, artistica ed economica del manga in Giappone oggi approfondendo tematiche di forte interesse come ad esempio l’etica confuciana, la morale dei samurai, la “letteratura della bomba atomica” fino alla letteratura di corte e il rapporto tra i sessi. Gli incontri si svolgeranno il lunedì dalle ore 18.00 alle ore 19.00 in modalità telematica, a partire da lunedì 12 aprile e per le successive cinque settimane. Il programma completo è pubblicato sui social e sul sito ufficiale del centro www.eppursimuoveonline.com. Le iscrizioni sono aperte fino al 7 aprile e per informazioni è possibile contattare il numero 391 7709041 o la mail lorenzo.pistolesi1992@gmail.com.

Mediazione Familiare

L’Associazione Culturale ‘Eppur si Muove’ di Velletri, nel prossimo mese di aprile, inizierà il corso di Approfondimento di Mediazione Familiare. Tale corso prevede di approfondire il tema della mediazione familiare nelle sue varie sfaccettature: la mediazione familiare con le famiglie interculturali, il percorso intrafamiliare, la comunicazione efficace di coppia, la negoziazione e il conflitto in famiglia. Il corso è rivolto a psicologi, avvocati, counselor e a tutti coloro che possiedono Lauree o Diplomi nell’area Sociale, Psicologica, Sanitaria, Educativa, Giuridica e che nutrono un forte interesse nell’intervento educativo o sociale e più in generale, nella consulenza e assistenza alla famiglia. Le iscrizioni sono aperte fino al 30 marzo. Per informazioni e prenotazioni si può contattare il numero 391 7709041 oppure inviare una mail alla segreteria eppursimuove.velletri@gmail.com.

Daniele Mencarelli e Alda Merini

La prima tappa della rassegna “Sono nata il 21 a Primavera”, in diretta dalla Sala Conferenze del Museo Civico-Archeologico di Albano laziale, ha visto quale protagonista lo scrittore e poeta Daniele Mencarelli. Il Premio Strega Giovani 2020 ha condotto gli spettatori (un migliaio nelle prime ventiquattro ore, per un numero effettivo destinato a salire nei giorni a seguire) in un ragionamento su due “vicine di pianerottolo”, la poesia e la follia. Centro nevralgico della tesi di Mencarelli è stato quello della lucidità di coloro che soffrono di un disagio mentale: si spingono al confine con i propri limiti, senza fare nulla di disumano. Secondo l’autore di “Tutto chiede salvezza” occorre superare lo stigma della follia come condizione necessaria per l’arte: ne è piuttosto una testimone. Attraversando le storie di Dino Campana, Torquato Tasso, Umberto Saba e Sandro Penna è emerso un quadro di alta letteratura composta da messaggi potenti ed evocativi. Un dipinto di bellezza e suggestione al quale non poteva mancare l’apporto di Alda Merini, un’artista ancora oggi – a novant’anni dalla sua nascita – meritevole di aver affermato un punto di vista nuovo: “guardano da guardie, come se stessero in guardia rispetto al reale: sentinelle che cercano di cogliere qualcosa in ciò che accade.  Quello che succede alla categoria degli artisti è, per utilizzare un gergo automobilistico, di mandare fuori giri la ricerca, lo sguardo, che non è più al nostro servizio ma anzi ci va a soggiogare come un’ipnosi che non si riesce più a spezzare. Si viene così progressivamente inghiottiti dallo sguardo: è quello che accade all’uomo quando si risveglia di fronte ai propri limiti. Una molla che vale tanto per la follia quanto per la scrittura”. “Oggi”, ha proseguito Mencarelli, “siamo portati a vedere la malattia mentale come qualcosa che oltrepassa la nostra natura, ma non è così”. Un discorso che Alda Merini ha ben sintetizzato con la sua parabola, dagli internamenti volontari agli scritti sull’esperienza manicomiale. La rassegna “Sono nata il 21 a Primavera” (organizzata da Comune di Albano e Associazione Eppur si Muove” e con la direzione artistica di Daniela Di Renzo) ha preso così il via, con un ospite prestigioso e coinvolgente. Seconda tappa in programma venerdì 12 marzo alle ore 18.00, con l’intervento “Noi qui dentro si vive in un lungo letargo” a cura del giornalista e filologo Rocco Della Corte.

Alda Merini

“Sono nata il 21 a Primavera”: così, con la disarmante immediatezza che solo i poeti sanno scovare, Alda Merini descriveva il suo essere nata a marzo, destinata ad essere folle e aprire le zolle scatenando tempesta. In occasione del novantesimo anniversario, il Comune di Albano Laziale e l’Associazione “Eppur si Muove” di Velletri hanno organizzato una rassegna che si svolgerà in modalità telematica composta da tre incontri di approfondimento e un racconto in musica conclusivo. Lunedì 8 marzo, alle ore 11.00, lo scrittore e Premio Strega Daniele Mencarelli approfondirà il tema del “limite” a cavallo fra la letteratura e la follia. Il suo intervento, “Il limite superato. Due terre da sempre confinanti. La poesia e la follia”, si occuperà di giocare su questo confine sottile e indefinito. Venerdì 12 marzo, alle ore 18.00, sarà la volta del giornalista e filologo Rocco Della Corte. Il contributo “Noi qui dentro si vive in un lungo letargo”, parafrasando la celebre canzone di Roberto Vecchioni dedicata ad Alda Merini, approfondirà analizzando le dichiarazioni (diari, interviste, aforismi) della poetessa lo stato d’animo della stessa e la forza espressiva messa in campo per raccontarlo e condividerlo. Mercoledì 17 marzo, alle ore 18.00, l’attrice Antonella Petrone, protagonista dello spettacolo-evento dedicato alla Merini, con “Dio arriverà all’alba” effettuerà un excursus di sensazioni, emozioni ed immedesimazioni a partire dalla propria esperienza a teatro “nei panni” della poetessa. In collegamento con lei ci sarà la scrittrice Margherita Caravello, che ha pubblicato da pochissimo “Indagine su Alda Merini. Non fu mai una donna addomesticabile”. Il gran finale, nel giorno dell’anniversario, prevede invece un racconto in musica trasmesso in diretta da alcuni luoghi simbolo della città di Albano: “Se tu avessi visto i miei cieli” è un concerto narrato, con protagonisti Daniela Di Renzo (voce), Eleonora Giosuè (violino), Emiliano Begni (pianoforte e voce), Roberto Boarini (violoncello), Francesco Consaga (sax soprano e flauto traverso), Ermanno Dodaro (contrabbasso). La direzione artistica del progetto, realizzato con il contributo della città di Albano Laziale, è di Daniela Di Renzo. Tutti gli eventi saranno in live streaming sulla pagina del Comune di Albano Laziale e, in ricondivisione, sulle pagine di “Eppur si Muove” e “Velletri Life Giornale”. Celebrare una poetessa con il colon ustionato di versi è forse un dovere impossibile. Immergersi nei suoi scritti, invece, uno splendido sconvolgimento.

Mercatino di Natale!

Eppur si muove a sostegno dell’arte e dell’artigianato!

Anche nel nostro centro il Natale è arrivato! 🎁

Un fantastico mercatino di Natale vi aspetta nella nostra sede per acquistare e sostenere le creazioni di artisti e artigiani del territorio!!🎄

Da sempre sosteniamo fortemente l’arte, gli artisti e l’artigianato di qualità, perchè dietro ogni creazione c’è passione, c’è una persona dalle mani d’oro che prova a mettersi in gioco! ❤️

Per chiunque fosse interessato è possibile anche ordinare le creazioni scrivendoci:

all’indirizzo 📧 eppursimuove.velletri@gmail.com

oppure tramite Wapp al numero 📞 3917709041!

S.I.C.U.R.A.

Il 14 dicembre 2020 ha avuto inizio un nuovo viaggio:

S.I.C.U.R.A. Sicurezza Integrata Per Creare Una Rete Antiviolenza).

Per eliminare la violenza contro le donne è necessario conoscere tutto ciò che si muove intorno al fenomeno, sapere che dietro la spinta alla sopraffazione c’è una profonda convinzione di possedere l’altro, di esserne proprietario esclusivo; bisogna essere consapevoli che la collusione di chi “protegge” gli atti di violenza è ancora molto forte, che ancora oggi il detto popolare “tra moglie e marito non mettere il dito” resta la modalità più diffusa.

Conoscere, informare e formare.

È quello che faremo con la Polizia Locale di Velletri, in rete con l’Associazione Ponte Donna e grazie al progetto promosso dalla Commissione Pari opportunità – Città di Velletri.

https://youtu.be/EBu9URIEBRg